In uscita
2021
Visionaria
pp. 130
€ 16,00
ISBN 

Sinossi

Perché fuma in quel modo? – chiese.

– Fuma dell’oppio – spiegò Neversol. – Adesso dormirà. E sognerà.

– Dell’oppio? Perché? È ammalato?

– Siamo tutti ammalati, piccola Myosotis, tutti ammalati – disse Neversol, fissandole in viso gli occhi torbidi e profondi. – Ammalati della vita; ammalati di dolore, ammalati di piacere. Acquattate dentro di noi ci stanno delle belve che rugghiano e ululano, e ci rodono i visceri, ci dilaniano i nervi, ci succhiano le vene. E bisogna farle tacere e dormire.

– Che cosa dite? Di che belve parlate? – mormorò Myosotis.

– Le conoscerete, le conoscerete un giorno le belve… Le conoscerete un giorno anche voi, o celeste-occhiuta Myosotis!

Annie Vivanti presenta un’immagine estremamente perturbante della Londra del primo dopoguerra. Le protagoniste, le sorelline Mysotis e Leslie, sono ben presto costrette a districarsi tra le spire dei serpenti nascosti tra i membri dell’alta società londinese, arrivando a fare i conti con l’inevitabile perdita dell’innocenza. Il romanzo, attraversato da un crescente senso di tragedia, offre una tanto spietata quanto profetica visione di una società che ancora oggi, secolo dopo la prima edizione, preferisce troppo spesso rifugiarsi nella comodità dei vizi e dell’ozio piuttosto che fare i conti con i propri lati peggiori. Naja Tripudians travalica i confini spazio-temporali della realtà inglese del primo Novecento per farsi portavoce universale di un terribile messaggio di denuncia dei mali che sempre si presentano nelle società umane.

L'Autore

Anna Emilia Vivanti, detta Annie, è stata una scrittrice eccentrica, personaggio dagli interessi multiformi, protagonista della vita intellettuale e mondana di molti paesi: Italia, Inghilterra, Svizzera e Stati Uniti. L’incontro fra culture, lingue, nazionalità e religioni diverse costituisce l’eccezionalità dell’esperienza di vita e di letteratura della Vivanti, unica nel contesto italiano. Certamente forti sono gli echi della poesia di Heine, così come le suggestioni tardoromantiche dell’ultimo periodo della Scapigliatura, inoltre l’incontro e la frequentazione di Carducci la tennero lontana dall’imperante influenza dannunziana, alimentando nei suoi versi il piglio volitivo e soprattutto allontanandola da temi e stili che interessavano la scrittura femminile dei suoi tempi.

Dopo aver vissuto esperienze stravaganti come artista di teatro, la Vivanti esordì nel mondo letterario con la raccolta poetica Lirica (Milano, Treves 1890), pubblicata in Italia con la prefazione di Giosuè Carducci, che le dette subito un vasto successo di pubblico e legò il suo nome a quello del grande poeta italiano per il quale Annie nutrì un intenso sentimento che durò fino alla morte di lui