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Naja tripudians

«La macchina narrativa di Vivanti, così leggera e piena di brio, che sa variare i registri dall’ironia al dramma, priva della pesantezza che a volte avvolge altre scritture ottonovecentesche […]. Naja tripudians, o cobra dagli occhiali è il nome del serpente cui viene assimilato da Vivanti il tipo della donna predisposta all’inganno e il cui influsso porta alla morte, come il morso del serpente. Il mito della donna serpente risale alle civiltà premoderne, in cui le metamorfosi di Medusa sono state onnipresenti nell’immaginario.» Dalla prefazione di Loredana Magazzeni.

Naja tripudians è uno dei romanzi più duri e cupi di Annie Vivanti, nonché una delle sue più lucide accuse contro la società corrotta del primo dopoguerra. Le due giovani sorelle Myosotis e Leslie, cresciute in provincia, in un ambiente semplice e con un padre amorevole, vengono attirate a Londra con l’inganno, con la promessa di un soggiorno presso la splendida dimora di Lady Randolph.
Dietro l’apparenza di eleganza, la donna nasconde però una natura predatoria, è una Naja tripudians: un cobra velenoso pronto a colpire. La sua casa infatti si rivela presto una prigione dorata, popolata da ospiti cinici e annoiati, schiavi di vizi, alcool e droghe, che usano le due ragazze come passatempo per colmare il vuoto delle proprie esistenze.
Attraverso una narrazione intensa, Vivanti mette a nudo l’ipocrisia dell’alta società e la violenza nascosta sotto le maschere del lusso, realizzando un romanzo di denuncia contro un mondo ipocrita e senza scrupoli.

Pagine: 212
ISBN: 979-12-80690-23-4
Uscita: Maggio 2026

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19,00

Annie Vivanti

(Londra, 1866 – Torino, 1942) fu una tra le voci più singolari ed eccentriche della letteratura italiana tra Otto e Novecento: poetessa, narratrice, drammaturga e giornalista di respiro europeo. Figlia del patriota italiano Anselmo Vivanti e della scrittrice tedesca Anna Lindau, visse tra Italia, Inghilterra, Svizzera e Stati Uniti. Dall’ultimo decennio dell’Ottocento strinse un profondo legame intellettuale e affettuoso con Giosuè Carducci. Tra le sue prime opere letterarie: Lirica (1890) e il romanzo Marion artista di caffè-concerto (1891). In seguito raggiunse la notorietà con I divoratori (1911), Circe (1912), Vae Victis! (1917), Naja tripudians (1920), Mea culpa (1927) e Gioia! (1921), pubblicato da FVE editori nel 2021 con una prefazione di Lidia Ravera.