TATTILISMO

TATTILISMO

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Nell’estate scorsa inventai il Tattilismo. Ero nudo nell’acqua di seta, lacerata dagli scogli. Ero nudo nel mare di flessibile acciaio. Ill sole con le sue lunghe fiamme torrefacenti vulcanizzava il mio corpo”.

Quando Filippo Tommaso Marinetti presenta ufficialmente al pubblico del Théâtre de l’Oeuvre di Parigi il manifesto del Tattilismo è il 14 gennaio 1921. La Grande Guerra ha rivelato un’umanità non dissimile da quella di oggi. La gente non sa più accostarsi alla vita, è spaventata, dissociata. Come ritrovare il contatto con il mondo senza averne paura, senza temerlo o divorarlo? Abbiamo imparato a diffidare, a indossare maschere, a proteggerci, a evitare il nemico. Ma ora, suggerisce Marinetti, bisogna lentamente riprendere a sentire e a rieducare il corpo all’ esperienza della novità. Il “senso”- significato è tutto nel toccare, ora, nel percepire attraverso la pelle che è stata offesa, negata, nascosta. La novità futurista è mostrare la via verso una mutata, o ritrovata, sensibilità percettiva: ed ecco, le tavole tattili, o il Tattilismo. (Dalla Prefazione)

Proponiamo oggi ai lettori un testo inedito, curato da Valentina Ferri, che sembra una sorta di profezia visionaria e suggerisce “che possano esistere comunicazioni spirituali tra gli esseri umani attraverso le epidermidi”.

Pagine: 60
ISBN: 9788894516029
Il libro è disponibile
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