Le solitarie

Quella bimba! Cosí libera e cosí fiera, con un passo cosí elastico e rapido che c’era da mozzarsi il fiato a volerla seguire, quando divorava in tre salti la strada, dalla fabbrica alla sua casa. Bei capelli, non castani, non rossi, vivi, capricciosi; e due lampade elettriche al posto degli occhi… E parlava di rifare il mondo e l’umanità! ll riso di Veronetta faceva schioccare nell’aria un colpo di frusta. Vicina agli uomini, lontanissima da loro, Veronetta parlava un altro linguaggio”.

Sono tutte solitarie le donne protagoniste dei racconti di Ada Negri: portano su di sé un marchio che le segna e le esclude, che sia un difetto fisico, un passato scomodo, la vecchiaia o, semplicemente, la povertà del loro stato. Allora come oggi, sono donne che lottano per essere adeguate e integrate, pur con il senso di un’oscura condanna. Ma è proprio da questo che nasce la loro unicità, il loro riconoscersi come motore della Storia. In un’epoca di cambiamenti e di prime rivendicazioni femminili e sociali, con stile scorrevole e modernissimo acume psicologico, l’autrice ci guida di volta in volta in una realtà urbana e operaia, provinciale e borghese, ma sempre con gli occhi di queste taciturne, instancabili, fedeli, che mai cessano di sentirsi “in perfetta armonia col proprio destino”.

Pagine: 248
ISBN: 9788894516012
Uscita: Novembre 2020

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16,00

L'Autore

Ada Negri, nata Lodi nel 1870 e morta a Milano nel 1945, fu la prima donna ammessa all’Accademia d’Italia. Autrice di poesie e prosa, negli anni venti sfiorò il Nobel per la letteratura (assegnato invece nel 1926 a Grazia Deledda).  Le sue opere sono spesso di denuncia, in particolar modo sociale, in difesa delle classi più povere e sfruttate. Non è, la sua,  una poesia didattica, che insegna, quanto  piuttosto parola che suggerisce e invita alla riflessione. Se molte sue liriche vennero musicate con successo da compositori del periodo,  i racconti e la sua autobiografia,  di potente intensità,   rivelano una notevole modernità di stile e di scrittura. Dei suoi personaggi Ada Negri disse: «Vi è contenuta tanta parte di me, e posso dire che non una di quelle figure di donna che vi sono scolpite o sfumate mi è indifferente. Vissi con tutte, soffersi, amai, piansi con tutte».

INTRA

Curiosità

Il 25 novembre è la data che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha scelto per celebrare la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Un tema, quello dei soprusi sul genere femminile, che viene affrontato circa ottant’anni prima anche da Ada Negri nelle Solitarie, in particolare nel racconto Anima bianca, in cui è narrato lo stupro della maestra Rosanna con le tragiche conseguenze che ne derivano.

EXTRA

Ada Negri e la musica

Forse non molti sanno che Ada Negri ebbe un profondo rapporto con la musica: diverse delle sue liriche vennero infatti musicate da Francesco Paolo Tosti, che aveva già messo in musica alcune poesie di altri autori italiani del calibro di D’Annunzio, Carducci e Fogazzaro, oltre che di autori stranieri come Hugo e Verlaine. Le poesie di Ada Negri furono inoltre musicate tra gli altri anche da Ettore Patrizi, con cui l’autrice visse un’intensa storia d’amore, poi trasformatasi in una salda amicizia.

Al link seguente è sono elencate le poesie di Ada Negri che sono state musicate: https://www.lieder.net/lieder/get_author_texts.html?AuthorId=1978.

Per ulteriori approfondimenti consultare il testo di Paola Maurizi, Ettore Patrizi, Ada Negri e la musica, Morlacchi Editore, Perugia 2007.

Tra socialismo e fascismo

Nel primo decennio del Novecento Ada Negri – della quale il 3 febbraio 2020 è ricorso il centocinquantenario dalla nascita – fu vicina al socialismo riformista di Turati e di Anna Kuliscioff, definita come una “sorella ideale”. In realtà il socialismo della poetessa lodigiana, più che sul piano politico, si esplicitò nell’attenzione riservata alle figure sociali: non a caso la fabbrica fa sfondo a molte delle sue opere, a cominciare da diversi racconti de Le solitarie. La Negri nello stesso periodo fu anche cofondatrice insieme a Ersilia Majno dell’Unione Femminile e partecipò all’esperienza dell’Asilo Mariuccia, un rifugio per le donne che si prostituivano. Le sue poesie furono inoltre recensite e lodate da Benito Mussolini, suo grandissimo estimatore: non a caso nel 1940 Ada Negri fu l’unica donna ammessa all’Accademia d’Italia. In seguito alla guerra civile si distaccò dal fascismo, a cui tuttavia non aderì mai formalmente, e per avvicinarsi alla religione. La sua vicinanza al regime le provocò inoltre le accuse di figure come Gramsci, Pirandello e Serra e nel dopoguerra la critica la condannò a una damnatio memoriae che tuttavia non fu sufficiente a impedire che il suo valore poetico si trasmettesse fino ai giorni nostri.

Il legame con i telai

La madre di Ada Negri, Vittoria Cornalba, era una tessitrice che, dopo la morte del padre di Ada Giuseppe Negri, trovò un impiego come operaia. Nel 1896 inoltre, Ada sposò un industriale tessile di Biella, Giovanni Garlanda, dal quale ebbe due figlie: i due si separarono nel 1913. Questo legame con l’ambito tessile è fortemente presente in molte opere della poetessa lodigiana: non a caso la figura del telaio ricorre in diverse delle sue poesie, come Popolana, e in diversi racconti, compresi La promessa e Il crimine contenuti ne Le solitarie.

 

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